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Prescrizione azione riduzione
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Con riferimento all'azione di riduzione si è posto in giurisprudenza un particolare profilo problematico inerente la decorrenza del termine di prescrizione per l'esercizio dell'azione.
 
Secondo un primo orientamento, il termine decennale di prescrizione per l'esercizio dell'azione di riduzione decorrererbbe dal momento dell'apertura della successione non rilevando il fatto che la pubblicazione del testamento sia avvenuta successivamente in quanto tale eventualità non costituisce un impedimento giuridico ex art. 2935 cc all'esercizio dell'azione medesima.

Secondo diversa impostazione pure sostenuta in giurisprudenza, invece, proprio sulla scorta del richimato art. 2935 cc, il termine di prescrizione per l'esercizio dell'azione di riduzione decorrererbbe dalla pubblicazione del testamento in quanto solo da tale data vi sarebbe una presunzione di conoscenza delle disposizioni testamentarie lesive da parte del legittimario.

Le Sezioni Unite, con un recentissimo arresto, hanno invece sostenuto una opzione ermeneutica che distingue il caso in cui la lesione della quota di riserva sia conseguita ad una donazione ovvero ad una disposizione testamentaria.
 
Nel primo caso, la lesione della quota di riserva, secondo la Suprema Corte, è certa sin dall'apertura della successione ed è, dunque, a tale momento che occorre guardare ai fini della decorrenza del termine di prescrizione dell'azione di riduzione; nel secondo caso, invece, la lesione della quota di riserva si attualizza solo al momento dell'accettazione da parte del beneficiario della disposizione testamentaria lesiva ed è dunque a tale diverso momento che occorre riferirsi ai fini dell'inidividuazione del termine di prescrizione dell'azione di riduzione.


prescrizione dell'azione di riduzione dal momento dell'apertura della successione

Cassazione Civile  Sez. II del  25 novembre 1997 n. 11809
Il termine di prescrizione dell'azione di riduzione del legittimario decorre dalla data di apertura della successione, non rilevando, nè l'eventuale ignoranza dell'esistenza di un testamento, nè la circostanza che eventualmente il testamento olografo non sia in possesso del legittimario, dal momento che ai sensi dell'art. 2935 c.c., costituiscono cause ostative all'esercizio del diritto e quindi al decorso del termine prescrizionale soltanto gli impedimenti legali e non anche quelli di fatto o di natura esclusivamente soggettiva.

L'atto di costituzione in mora è idoneo ad interrompere la prescrizione esclusivamente di diritti obbligatori e non è applicabile al diritto del legittimario di esperire l'azione di riduzione delle disposizioni lesive della sua quota, poiché pur trattandosi di diritto di natura personale ad esso non corrisponde un obbligo di prestazione della controparte anteriore all'iniziativa del legittimario.

Cassazione Civile Sez. II del 25 novembre 1997 n. 11809


prescrizione dell'azione di riduzione dal momento della pubblicazione del testamento

Cassazione Civile  Sez. II del 15 giugno 1999 n. 5920
Il termine decennale di prescrizione dell'azione di riduzione delle disposizioni testamentarie non può che decorrere dalla data di pubblicazione del testamento e non da quella di apertura della successione

Il termine di prescrizione dell'azione di riduzione decorre dalla data di pubblicazione del testamento pubblico e non dall'apertura della successione.

Cassazione Civile Sez. II del 15 giugno 1999 n. 5920


prescrizione dell'azione di riduzione differenziata (dall'apertura della successione per le donazioni e dall'accettazione della disposizione testamentaria lesiva per l'istituzione di erede)

Cassazione Civile  Sez. Un. del 25 ottobre 2004 n. 20644
La divisione fatta dal testatore con preterizione di qualcuno dei legittimari è nulla ex art. 735, comma 1, c.c.; tale nullità fa venire meno la base per l'esperimento dell'azione di riduzione da parte del legittimario preterito dalla stessa divisione.

L'esistenza di un lascito testamentario di usufrutto generale dei beni in favore del legittimario, inerente a divisione fatta dal testatore, non dà luogo a preterizione di legittimario ai sensi dell'art. 735, comma 1, c.c., ma può dar luogo eventualmente solo a una lesione di legittima, senza incidenza sulla validità del testamento e con semplice possibilità di esperimento dell'azione di riduzione ai sensi dell'art. 735, comma 2, c.c.

Cassazione Civile Sez. Unite del 25 ottobre 2004 n.20644





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