Ricerca































banner_direkta.gif


banner_ratio_iuris.gif
mod_vvisit_counterVisite Oggi108
mod_vvisit_counterDal 12/06/091591457






























matrimonio gay
Così come già fatto dal Tribunale di Venezia con ordinanza del 3 aprile 2009, la Corte di Appello di Trento, con ordinanza del 29 luglio 2009, ha trasmesso alla Corte Costituzionale la questione relativa alla legittimità costituzionale degli artt. 93, 96, 98, 107, 108, 143, 143 bis e 156 bis cc per il fatto di escludere la possibilità di un matrimonio tra gay.
La vicenda specifica posta all'attenzione della Corte riguardava il rifiuto, da parte dell'Ufficiale di Stato Civile, di procedere alle pubblicazioni relative ad un matrimonio tra persone dello stesso sesso.
Nella parte motiva della sentenza si argomenta dall'evolversi dei costumi sociali e dallo sviluppo di forme di convivenza diverse rispetto al modello della famiglia tradizionale; forme di convivenza che, così come quelle tra persone dello stesso sesso, aspirano a trovare un'analoga forma di riconoscimento quale sarebbe, ad esempio, il matrimonio gay.
Il parametro costituzionale che appare in situazione di frizione con il divieto di contrarre matrimoni gay, appare, secondo la Corte, quello di cui all'art. 3 cost che enuncia il principio dell'eguaglianza sostanziale tra i cittadini e l'obbligo per la repubblica di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana.
Ad avviso della Corte, poi, non può desumersi dall'art. 29 Cost una tutela esclusiva alla famiglia legittima funzionalmente finalizzata alla capacità procreativa dei coniugi.
La Corte d'Appello di Trento si allinea alle motivazioni dell'ordinanza con la quale già il Tribunale di Venezia aveva rimesso analoga questione di legittimità costituzionale alla Consulta. 
A questo punto non resta che attendere il pronunciamento della Corte Costituzionale che, con una tipica sentenza di tipo additivo potrebbe determinare l'ingresso del matrimonio tra gay nel nostro ordinamento civile.

 
Tribunale  Venezia  Sez. III del 03 aprile 2009
È rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 93, 96, 98, 107, 108, 143, 143-bis e 156-bis, nella parte in cui, sistematicamente interpretati, non consentono che le persone di orientamento omosessuale possano contrarre matrimonio con persone dello stesso sesso, per contrasto con agli artt. 2, 3, 29 e 117 comma 1 Cost.






Segnala su OK Notizie!Reddit!Del.icio.us! Facebook!


 


ricerca

CERCA ANCORA IN QUESTO SITO