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Le successioni legittime e le successioni testamentarie

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la successione per testamento

la successione legittima

La successione, in via generale, è il fenomeno per effetto del quale un soggetto subentra ad un altro nella titolarità di una o più situazioni giuridiche.

Nell'ambito della successione rientrano, oltre che i fenomeni successori puri, anche le vicende traslative costitutive di diritti come, ad esempio, allorchè il proprietario costituisca in favore di un altro soggetto il diritto di usufrutto sul bene che forma oggetto del proprio diritto.

La successione può essere inter vivos o mortis causa a seconda che l'evento morte entri nella causa dell'attribuzione.

Per effetto della successione a causa di morte, uno o più soggetti subentrano al defunto nella titolarità dei rapporti giuridici che facevano capo a quest'ultimo.

La successione a causa di morte può essere legittima o testamentaria, a titolo universale o a titolo particolare.

Si ha successione testamentaria allorchè il defunto abbia disposto con testamento le quote e le modalità della successione.

Si ha successione legittima quando manca in tutto o in parte la successione testamentaria.

Una particolare ipotesi di successione legittima è la successione necessaria che costituisce un limite alla successione testamentaria. Allorchè il testatore abbia, infatti, inciso, con le disposizioni testamentarie, i diritti spettanti ai legittimari, essi potranno esperire l'azione di riduzione per reintegrare la quota di riserva lesa dalla volontà del de cuius.

La successione a titolo universale si ha quando l'erede subentra in un complesso indistinto di rapporti giuridici attivi e passivi, la successione a titolo particolare si ha, invece, quando un soggetto subentra al de cuius esclusivamente in uno o più determinati rapporti giuridici.

Nella successione a titolo particolare a causa di morte, il successore viene definito legatario e l'atto di disposizione legato.

La successione a titolo universale e la successione a titolo particolare possono presentarsi, separatamente l'una dall'altra o congiuntamente, sia nelle successioni testamentarie che nelle successioni legittime (si pensi, nell'ambito di queste ultime,  per quel che concerne le disposizioni a titolo particolare ai diritti di uso e di abitazione previsti in favore del coniuge superstite dall'art. 540 c.c., secondo comma o all'assegno vitalizio spettante al coniuge separato con addebito previsto dall'art. 548 c.c., secondo comma).

Nelle successioni mortis causa rientrano tutti gli acquisti che derivano direttamente o indirettamente dal patrimonio del de cuius; esulano, invece, gli acquisti diretti da parte dei superstiti (si pensi alla pensione di reversibilità).

La successione, ai sensi dell'art. 456 c.c., si apre al momento della morte e nel luogo dell'ultimo domicilio del defunto.





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