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le pubblicazioni di matrimonio
 
 
Le pubblicazioni di matrimonio devono precedere la celebrazione di almeno quattro giorni e perdono di efficacia ove non segua la celebrazione nei centottanta giorni successivi. La pubblicazione consiste nell'affissione alla porta del municipio ove risiedono i nubendi di un atto contenente le loro generalità ed il luogo dove intendono sposarsi. La funzione delle pubblicazioni di matrimonio è quella di rendere nota a terzi la volontà dei nubendi di contrarre matrimonio anche al fine di promuovere eventuali opposizioni (funzione di c.d. pubblicità notizia). Per gravi motivi è possibile ridurre il termine tra le pubblicazioni di matrimonio e la celebrazione mentre per cause gravissime è possibile ottenere la dispensa (cfr. l'art. 10 cc). In caso di imminente pericolo di vita di uno dei nubendi, il matrimonio può celebrarsi senza le pubblicazioni.

Art. 93 cc


Pubblicazione
[I]. La celebrazione del matrimonio dev'essere preceduta dalla pubblicazione fatta a cura dell'ufficiale dello stato civile [100, 101, 134, 135] (2).

art. 94 cc
 
Luogo della pubblicazione
[I]. La pubblicazione deve essere richiesta [96] all'ufficiale dello stato civile del comune dove uno degli sposi ha la residenza [432] ed è fatta nei comuni di residenza degli sposi [106] (2).
 
art. 96 cc

Richiesta della pubblicazione
[I]. La richiesta della pubblicazione deve farsi da ambedue gli sposi o da persona che ne ha da essi ricevuto speciale incarico [115, 135].

art. 98 cc

Rifiuto della pubblicazione.
[I]. L'ufficiale dello stato civile che non crede di poter procedere alla pubblicazione rilascia un certificato coi motivi del rifiuto [112, 138].
[II]. Contro il rifiuto è dato ricorso al tribunale, che provvede in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero [737 ss. c.p.c.].

art. 99 cc

Termine per la celebrazione del matrimonio.
[I]. Il matrimonio non può essere celebrato prima del quarto giorno dopo compiuta la pubblicazione [138].
[II]. Se il matrimonio non è celebrato nei centottanta giorni successivi, la pubblicazione si considera come non avvenuta [1115].

art. 100 cc

Riduzione del termine e omissione della pubblicazione.

[I]. Il tribunale, su istanza degli interessati, con decreto non impugnabile emesso in camera di consiglio [737 ss. c.p.c.], sentito il pubblico ministero, può ridurre, per gravi motivi, il termine della pubblicazione. In questo caso la riduzione del termine è dichiarata nella pubblicazione.
[II]. Può anche autorizzare, con le stesse modalità, per cause gravissime, l'omissione della pubblicazione [93], quando gli sposi davanti al cancelliere dichiarano sotto la propria responsabilità che nessuno degli impedimenti stabiliti dagli articoli 85, 86, 87, 88 e 89 si oppone al matrimonio.
[III]. Il cancelliere deve far precedere alla dichiarazione la lettura di detti articoli e ammonire i dichiaranti sull'importanza della loro attestazione e sulla gravità delle possibili conseguenze

art. 101 cc
 
Matrimonio in imminente pericolo di vita.
 
[I]. Nel caso di imminente pericolo di vita di uno degli sposi, l'ufficiale dello stato civile del luogo può procedere alla celebrazione del matrimonio senza pubblicazione e senza l'assenso al matrimonio, se questo è richiesto, purché gli sposi prima giurino che non esistono tra loro impedimenti non suscettibili di dispensa.
[II]. L'ufficiale dello stato civile dichiara nell'atto di matrimonio il modo con cui ha accertato l'imminente pericolo di vita
 





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