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Le DAT sono legge

La disciplina delle DAT, dichiarazioni anticipate di trattamento nella legge n 219 del 22 dicembre del 2012, i ruoli del medico e del fiduciario e la forma delle DAT
 
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L'art. 4 della legge n. 219 del 22 dicembre del 2017 ha introdotto, nel nostro ordinamento, le dichiarazioni anticipate di trattamento (DAT) disponendo che "in previsione di un'eventuale futura incapacita' di autodeterminarsi e dopo avere acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle sue scelte, ogni persona maggiorenne e capace di intendere e volere possa "attraverso le DAT, esprimere le proprie volonta' in materia di trattamenti sanitari, nonche' il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari [indicando] altresi' una persona di sua fiducia, di seguito denominata «fiduciario», che ne faccia le veci e la rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie".

L'oggetto delle DAT è, dunque, il consenso o (verosimilmente e più spesso) il rifiuto in relazione a determinati eventuali futuri trattamenti sanitari e/o scelte terapeutiche e la condizione affinchè tale negozio essenzialmente unilaterale possa essere validamente eseguito è che l'autore sia stato informato sulle conseguenze delle sue scelte. E' prevista, altresì, la necessità, in chiave operativa, che vi sia un soggetto, fiduciario, che lo rappresenti nelle relazioni con il medico o con le strutture sanitarie.

L'art. 4 prosegue stabilendo che "2. Il fiduciario deve essere una persona maggiorenne e capace di intendere e di volere. L'accettazione della nomina da parte del fiduciario avviene attraverso la sottoscrizione delle DAT o con atto successivo, che e' allegato alle DAT. Al fiduciario e' rilasciata una copia delle DAT. Il fiduciario puo' rinunciare alla nomina con atto scritto, che e' comunicato al disponente [che] 3. L'incarico del fiduciario puo' essere revocato dal disponente in qualsiasi momento, con le stesse modalita' previste per la nomina e senza obbligo di motivazione [che] Nel caso in cui le DAT non contengano l'indicazione del fiduciario o questi vi abbia rinunciato o sia deceduto o sia divenuto incapace, le DAT mantengono efficacia in merito alle volonta' del disponente. In caso di necessita', il giudice tutelare provvede alla nomina di un amministratore di sostegno, ai sensi del capo I del titolo XII del libro I del codice civile [che] Fermo restando quanto previsto dal comma 6 dell'articolo 1, il medico e' tenuto al rispetto delle DAT, le quali possono essere disattese, in tutto o in parte, dal medico stesso, in accordo con il fiduciario, qualora esse appaiano palesemente incongrue o non corrispondenti alla condizione clinica attuale del paziente ovvero sussistano terapie non prevedibili all'atto della sottoscrizione, capaci di offrire concrete possibilita' di miglioramento delle condizioni di vita. Nel caso di conflitto tra il fiduciario e il medico, si procede ai sensi del comma 5, dell'articolo 3 [che] Le DAT devono essere redatte per atto pubblico o per scrittura privata autenticata ovvero per scrittura privata consegnata personalmente dal disponente presso l'ufficio dello stato civile del comune di residenza del disponente medesimo, che provvede all'annotazione in apposito registro, ove istituito, oppure presso le strutture sanitarie, qualora ricorrano i presupposti di cui al comma 7. Sono esenti dall'obbligo di registrazione, dall'imposta di bollo e da qualsiasi altro tributo, imposta, diritto e tassa. Nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, le DAT possono essere espresse attraverso videoregistrazione o dispositivi che consentano alla persona con disabilita' di comunicare. Con le medesime forme esse sono rinnovabili, modificabili e revocabili in ogni momento. Nei casi in cui ragioni di emergenza e urgenza impedissero di procedere alla revoca delle DAT con le forme previste dai periodi precedenti, queste possono essere revocate con dichiarazione verbale raccolta o videoregistrata da un medico, con l'assistenza di due testimoni [che] Le regioni che adottano modalita' telematiche di gestione della cartella clinica o il fascicolo sanitario elettronico o altre modalita' informatiche di gestione dei dati del singolo iscritto al Servizio sanitario nazionale possono, con proprio atto, regolamentare la raccolta di copia delle DAT, compresa l'indicazione del fiduciario, e il loro inserimento nella banca dati, lasciando comunque al firmatario la liberta' di scegliere se darne copia o indicare dove esse siano reperibili.

Dal punto di vista dell'atto, il Legislatore ha previsto, dunque, la forma scritta, pur con le dovute eccezioni, prevedendo, al comma 6, che «le DAT devono essere redatte per atto pubblico o per scrittura privata autenticata ovvero per scrittura privata consegnata personalmente dal disponente presso l'ufficio dello stato civile del comune di residenza del disponente medesimo». ma che «nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, le DAT possono essere espresse attraverso videoregistrazione o dispositivi che consentano alla persona con disabilità di comunicare. Con le medesime forme esse sono rinnovabili, modificabili e revocabili in ogni momento. Nei casi in cui ragioni di emergenza e urgenza impedissero di procedere alla revoca delle DAT con le forme previste dai periodi precedenti, queste possono essere revocate con dichiarazione verbale raccolta o videoregistrata da un medico, con l'assistenza di due testimoni».

Il senso di queste disposizioni è che le DAT non possano essere rilasciate senza l'adeguata ponderazione da parte dell'interessato; la forma scritta accompagnata dall'atto pubblico appare la più adeguata allo scopo. 

Il carattere proprio di queste DAT è la loro modificabilità, nel senso che il rispetto della dignità umana di chi le ha rilasciate lascia propendere verso la regola della revocabilità; seppure ad altri fini la stessa logica è seguita a proposito del testamento vero e proprio. È proprio questo il senso di certe disposizioni come quella dell'art. 4, comma 5, l. n. 219 del 2017, secondo la quale «il medico è tenuto al rispetto delle DAT, le quali possono essere disattese, in tutto o in parte, dal medico stesso, in accordo con il fiduciario, qualora esse appaiano palesemente incongrue o non corrispondenti alla condizione clinica attuale del paziente ovvero sussistano terapie non prevedibili all'atto della sottoscrizione, capaci di offrire concrete possibilità di miglioramento delle condizioni di vita». La garanzia di una certa elasticità di queste regole è assicurata dall'intervento sussidiario del giudice: «nel caso di conflitto tra il fiduciario e il medico, si procede ai sensi del comma 5º dell'articolo 3».

Questa disposizione riflette un carattere fondamentale di questa legge. Il rispetto della persona umana, la garanzia della sua dignità, si conseguono non soltanto prevedendo la possibilità che il paziente prenda scelte importanti sulla propria condizione di vita, ma anche consentendogli di cambiare idea in qualsiasi momento. Dunque, in caso di incertezza sulla scelta terapeutica da intraprendere, è opportuno che la eventuale decisione originaria possa essere rimessa in discussione da soggetti cui la legge attribuisce il potere: ad es. dal giudice tutelare.
 
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