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La divisione ereditaria
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La divisione ereditaria di cui agli artt. 713 e ss del cc costituisce una specie della divisione ordinaria di cui agli artt. 1111 e ss. del cc.
 
Peraltro, l'art. 1116 cc, in materia di divisione ordinaria, rinvia, nei limiti della compatibilità, alla normativa in materia di divisione ereditaria.
 
La divisione ereditaria consiste nel procedimento attraverso il quale i coeredi comunisti ricevono beni della comunione ereditaria in proporzione alle loro quote di comunione ideali.
 
La divisione ereditaria può essere giudiziale, contrattuale o testamentaria a seconda delle sue modalità attuative.
 
La divisione ereditaria giudiziale, a sua volta, può concretarsi in un procedimento di volontaria giurisdizione o contenzioso a seconda che vi siano o meno conflitti in merito alla divisione.
 
La divisione ereditaria contrattuale consiste in un normale contratto con funzione divisoria e deve, a pena di nullità, essere redatto per iscritto se nell'asse ereditario figurano beni immobili. In tal caso l'atto di divisione è soggetto anche alla trascrizione presso l'Ufficio del Registro Immobiliare.
 
La divisione ereditaria testamentaria è quella che trova origine diretta o indiretta nella volontà del testatore. A seconda dei casi si avrà: una divisione ereditaria fatta direttamente dal testatore il quale istituirà gli eredi per quote e procederà successivamente ad attribuire a ciascuno, in via divisionale, una parte dei beni dell'asse (si tratta di una divisione soggetta ad impugnazione per riduzione, rescissione o preterizione di erede); una divisione ereditaria nella quale il testatore indica dei criteri non derogabili per i condividenti (ad esempio l'attribuzione ad uno specifico coerede di un determinato bene immobile); una divisione ereditaria secondo la stima di persona designata dal testatore ed in questo caso il terzo è chiamato a predisporre un progetto di divisione a carattere obbligatorio che vincola gli eredi; una divisione ereditaria a cura dell'esecutore testamentario ed in tal caso l'esecutore esegue una divisione reale e non un progetto di divisione a carattere obbligatorio.
 
I soggetti partecipanti alla divisione ereditaria sono naturalmente i coeredi ed i loro successori a titolo particolare ed universale. Devono essere chiamati a partecipare i creditori dei comunisti e i loro aventi causa iscritti e possono partecipare quelli non iscritti.
 
Non si può procedere con la divisione ereditaria fino a che non sia nato il coerede nascituro.
 
Gli incapaci partecipano alla divisione ereditaria attraverso i soggetti che ne hanno la tutela.
 
Alla divisione ereditaria devono partecipare, a pena di nullità, tutti i coeredi i quali hanno il potere di domandare la divisione in ogni tempo, salve le sospensioni derivanti dalla volontà dei coeredi, da quella del testatore o del giudice.
 
Effettuata la divisione ereditaria, i beni assegnati si considerano in proprietà del coerede assegnatario sin dall'apertura della successione. La divisione ereditaria ha, cioè, effetto retroattivo.
 
I coeredi si devono vicendevolmente la garanzia per molestie ed evizioni derivanti da fatti precedenti alla divisione ereditaria.
 
La divisione ereditaria può essere annullata nel termine prescrizionale di cinque anni per violenza o dolo dal momento della scoperta o della cessazione del fatto. Non può, invece, essere annullata per errore nè risolta per inadempimento.
 
La divisione ereditaria può essere, invece, rescissa per lesione oltre il quarto ed entro il termine perentorio di due anni dall'intervenuta divisione.
 
Allorchè al coerede siano attribuiti beni per un valore inferiore di oltre 1/4 al valore della sua quota, questo potrà esperire l'azione di rescissione entro il termine di due anni dalla divisione ereditaria. Il coerede contro cui sia esercitata l'azione di rescissione, può impedirne il corso ulteriore impedendo una nuova divisione ereditaria, offrendo al coerede attore il supplemento idoneo a reintegrarne la quota.   
 
Non può essere esperita l'azione di rescissione ove sia stata stipulata una transazione divisoria o nel caso in cui la vendita del diritto ereditario sia stata fatta a rischio e pericolo dell'acquirente.




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