| L'erede apparente |
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Gli acquisti dall'erede apparente sono tutelati ai
sensi dell'art. 534 c.c. che dispone, a determinate condizioni, la
salvezza dei diritti acquistati dai terzi di buona fede da chi, pur non
essendolo, si comporta come se fosse il vero erede.
In via generale gli
aventi causa da chi possiede in qualità di erede pur non essendolo,
possono subire gli effetti dell'azione di petizione d'eredità da parte
dell'erede vero ed essere condannati a restituire quanto ricevuto
dall'erede apparente.
Tuttavia, ove l'acquisto dall'erede apparente sia
stato effettuato con convenzione a titolo oneroso e il terzo abbia
ignorato che il proprio dante causa non era l'erede effettivo,
riuscendo a dare prova della propria situazione di buona fede, potrà
far salvo il proprio atto d'acquisto.
Il presupposto per la
configurabilità dell'acquisto dall'erede apparente è la sussistenza di
una situazione di apparenza che si verifica allorchè il dante causa si
comporti come se fosse l'erede vero.
Non sono fatti salvi gli acquisti
dall'erede apparente riguardanti beni immobili o mobili registrati ove
non sia stato trascritto l'acquisto dell'erede apparente e quello
dall'erede apparente.
Non sono fatti salvi gli acquisti dall'erede vero
dell'erede apparente, mentre si discute se la tutela di cui
all'art. 534 c.c. possa essere estesa agli acquisti in buona fede dal
legatario apparente (la giurisprudenza è per la tesi contraria, si veda
Cass. Civ. n. 2114/1966).
Nel caso dell'eredità apparente, dunque, la buona fede e l'affidamento sulla situazione di apparenza prevalgono sugli interessi alla conservazione del patrimonio ereditario facenti capo all'erede vero. Si tratta di un principio che parzialmente si discosta da quello, elaborato in chiave generale della giurisprudenza sulla base della norma di cui all'art. 1396 cc dettata in tema di rappresentanza, secondo cui i terzi di buona fede che confidano su una situazione di apparenza prevalgono sul titolare effettivo del diritto negoziato solo laddove la situazione di apparenza si addebitabile ad una condotta colposa del titolare medesimo.
La situazione di apparenza è, in ogni caso, da escludere qualora l'erede vero abbia proceduto alla trascrizione della propria successione con effetto dichiarativo nei confronti dei terzi relativamente ai quali non potrà, conseguentemente, predicarsi una situazione soggettiva di buona fede.
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