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L'affido condiviso

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Avv Marina Floro su Overlex

Interessante articolo dell'Avv Marina Floro su Overlex che traccia un primo bilancio sull'affido condiviso evidenziando le incongruenze e le difficoltà applicative della riforma

La legge n. 54 del 8 febbraio 2006 ha introdotto l'istituto dell'affido condiviso come modalità generale di disciplina dei rapporti tra genitori e figli in caso di separazione personale tra i coniugi ovvero in caso di cessazione degli effetti civili del matrimonio, ovvero in caso di annullamento o di nullità dello stesso.

L'affido condiviso trova, dunque, la sua disciplina negli artt. 155, 155 bis, 155 ter, 155 quater, 155 quinquiese e 155 sexies c.c. introdotti dalla suindicata L.n. 54/2006.

L'affidamento condiviso è, a mente del nuovo art. 155 c.c., la modalità prioritaria con la quale il Giudice è chiamato a realizzare il diritto del figlio minore a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.

 Solo laddove l'affidamento condiviso non sia possibile il Giudice individua a quale dei genitori affidare il figlio e determina le modalità di permanenza del figlio presso il genitore non affidatario nonchè le modalità della rispettiva contribuzione al mantenimento, all'educazione ed all'istruzione.

La potestà, anche in caso di affidamento non condiviso, è esercitata da entrambi i genitori e, in ogni caso, le decisioni di maggiore interesse per i figli relative alla istruzione, all'educazione e alla salute sono assunte di comune accordo.

In caso di disaccordo la decisione spetta al Giudice che può disporre, sulle questioni di ordinaria amministrazione, che la potestà sia esercitata separatamente.

 Ai sensi dell'art. 155 bis c.c., ciascun genitore può chiedere l'affidamento esclusivo ove alleghi e provi che l'affidamento condiviso sia contrario agli interessi della prole.

Ai sensi dell'art. 155 ter c.c. ciascun genitore può chiedere la revisione dei provvedimenti relativi all'affidamento ed all'esercizio della potestà, nonchè al diritto ed alla misura del contributo determinato ai sensi dell'art. 155 c.c.

 Nell'ambito della disciplina dell'affidamento condiviso merita segnalarsi l'art. 156 c.c. sexies che ha introdotto la possibilità, da parte del Giudice, di ricorrere, ricevuto il consenso delle parti, alla mediazione familiare al fine di individuare un accordo condiviso sulle condizioni della separazione e dell'affidamento dei figli.

Infine, a mente dell'art. 4 della L. n. 54/2006, le nuove disposizioni in tema d'affidamento condiviso si applicano anche  alle questioni già definite anteriormente relativamente alle quali ciascun genitore può formulare istanza per l'adeguamento dei provvedimenti alla nuova normativa.





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