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L'adozione dei maggiorenni

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l'adozione internazionale

Corte Cost n 245 del 20 luglio 2004

la L. n. 184 del 4 maggio 1983

l'adozione dei minori

L’adozione dei maggiorenni trova la sua fonte negli artt. 291 e ss. del c.c. ed ha, come scopo, quello di assicurare all’adottante che non abbia discendenti legittimi, legittimati o naturali (cfr. Corte Cost. n. 245 del 20 luglio 2004), una discendenza, sì da consentire il proseguimento del nome, del titolo e del patrimonio.

Nell’ambito dell’adozione di maggiorenni l’adottato aggiunge il cognome dell’adottante al proprio e non perde i legami familiari con la propria famiglia d’origine. L’adottante, a seguito dell’adozione, non acquisisce diritti successori mentre l’adottato acquisisce diritti successori esclusivamente nei confronti dell’adottante.

L’adozione, ai sensi dell’art. 300 c.c., non induce alcun rapporto civile tra l’adottante e la famiglia dell’adottato, né tra l’adottato e i parenti dell’adottante, salve le eccezioni stabilite dalla legge.

L’adozione di maggiorenni è ammessa a condizione che l’adottante abbia compiuto il trentacinquesimo anno d’età ed abbia almeno 18 anni più dell’adottando.

Per il perfezionamento dell’adozione di maggiorenni è necessario il consenso dell’adottante e dell’adottando, nonché, ove adottante e/o adottando siano coniugati, l’assenso dei rispettivi coniugi, nonché, infine, l’assenso dei genitori dell’adottando.Ove tale assenso sia negato, l'adottante può, con istanza al Tribunale, chiedere che l'adozione sia pronunciata ove rispondente all'interesse dell'adottando.

L’adozione di maggiorenni non è ammessa nei confronti di figli nati fuori del matrimonio (una parte della dottrina ritiene la sua ammissibilità con riferimento ai figli non riconoscibili); inoltre, mentre è ammessa l’adozione di più persone maggiori d’età l’adottando non può essere adottato più di una volta.

L’adozione di maggiorenne non può essere effettuata dal tutore nei confronti del soggetto sottoposto a tutela se non dopo che sia stato approvato il conto della sua amministrazione e sia stata fatta la consegna dei beni.

L’adozione di maggiorenni viene pronunciata dal Tribunale in camera di Consiglio, sentito il PM, dopo la verifica dell’adempimento delle condizioni di legge e della convenienza per l’adottando; il consenso dell’adottante e dell’adottando deve essere manifestato personalmente al presidente del Tribunale nel cui circondario l’adottante ha la residenza (cfr. gli artt. 311, 312 e 313 c.c.). La sentenza che pronuncia sull’adozione di maggiorenne deve essere annotata a margine dell’atto di nascita dall’Ufficiale di Stato Civile cui viene data comunicazione a cura del cancelliere. L’adozione di maggiorenne può essere revocata per indegnità dell’adottato (cfr. le ipotesi di cui all’art. 306 c.c.) o per indegnità dell’adottante (cfr. le ipotesi di cui all’art. 307 c.c.)





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