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Il patto di famiglia

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Dott. Giuseppe Buffone

Approfondimento sul patto di famiglia del Dott. Giuseppe Buffone su Altalex

La legge n. 55 del 14 febbraio 2006 ha introdotto, nel codice civile, gli art. 768-bis e ss. che prevedono e disciplinano il patto di famiglia.

Il patto di famiglia costituisce una speciale ipotesi di patto successorio, così come si desume dall'art. 458 cc ove (si discute, al riguardo, se si tratti di patto di natura istitutiva o rinunciativa), eccezionalmente consentito, con il quale l'imprenditore regola, in via anticipata, la successione della propria azienda o della quota societaria della quale è titolare nell'ambito della sua famiglia.

La logica del patto di famiglia è quella di contemperare l'esigenza di garantire la certezza della continuità dell'attività dell'impresa con i diritti spettanti ai legittimari risolvendo, in via anticipata rispetto all'apertura della successione, la questione della successione nella conduzione dell'impresa e tutelando, nel contempo, i diritti spettanti ai legittimari non assegnatari dell'azienda o della quota societaria (al riguardo, si è rilevato come il patto di famiglia debba necessariamente riguardare le partecipazioni di controllo e non quelle di mero godimento)

Il patto di famiglia è un contratto plurilaterale a partecipazione necessaria essenzialmente gratuito che deve essere stipulato per atto pubblico, con la partecipazione del coniuge e di tutti i legittimari e che deve prevedere la liquidazione delle quote ai legittimari esclusi dalla successione nell'azienda da parte dei discendenti assegnatari.

Si discute, peraltro, se la mancata partecipazione dei legittimari esistenti al momento della stipula del patto di famiglia dia luogo a nullità del contratto (effetto desumibile dalla natura di contratto plurilaterale a partecipazione necessaria) o alla sua inefficacia (conseguenza compatibile con la ricostruzione della partecipazione dei legittimari in termini di condicio iuris).

La liquidazione deve avvenire (in denaro o in natura) nella misura della quota riservata ai legittimari pretermessi che la dovranno imputare, ove la liquidazione avvenga in natura, alle quote di legittima loro spettanti.

I legittimari non assegnatari hanno, peraltro, la facoltà di rinunciare alla liquidazione di tale quota.

Le attribuzioni derivanti dal patto di famiglia non sono soggette a riduzione o a collazione.

Il patto di famiglia ha funzione divisoria ed è pertanto soggetto a rescissione per lesione ai sensi dell'art. 764 c.c. 1° comma; può essere impugnato per vizio del consenso ma entro il termine di decadenza di un anno dalla stipula.

Ai sensi dell'art. 768 septies, il patto di famiglia può essere sciolto o modificato dagli stessi soggetti che vi hanno partecipato con un diverso contratto con la forma dell'atto pubblico o con il recesso, ove previsto nell'atto di famiglia.

Ove alcuno dei legittimari (si tratta, secondo la tesi prevalente, di eventuali legittimari sopravvenuti) sia stato escluso dal patto di famiglia, potrà chiedere, al momento dell'apertura della successione, ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 768 - sexies c.c., una somma pari al valore della quota di legittima spettantegli incrementata degli interessi legali.





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