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Il diritto di accrescimento
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Il diritto di accrescimento, in ambito successorio, indica quel fenomeno per il quale la quota d'eredità devoluta ad un erede o a un legatario, ricorrendone i presupposti, s'accresce in favore degli altri eredi o dei collegatari.
 
Il diritto di accrescimento è disciplinato dagli artt. 674 e ss. con riferimento alla successione per testamento e dall'art. 522 cc con riferimento alla successione legittima (anche se, in questo caso, vi è chi dubita che si tratti di un vero e proprio accrescimento, in quanto l'accrscimento si verifica anche in caso di diseguaglianza delle quote).
 
Il diritto di accrescimento opera di diritto, non è rinunciabile ed ha effetto retroattivo nel senso che i coeredi o i collegatari vedono accresciuta la propria quota o l'oggetto del proprio legato sin dal momento dell'apertura della successione. Il diritto di accrescimento determina, naturalmente, la trasmissione dei relativi pesi ed oneri e degli eventuali debiti inerenti la quota.
 
I presupposti per l'operatività del diritto d'accrescimento in caso di istituzione di erede sono:
 
la sussistenza di più eredi istituiti con il medesimo testamento;
 
il pari valore delle quote (anche se vi è chi ritiene che l'accrescimento potrebbe, in caso di espressa volontà del testatore, operare anche per quote diseguali);
 
la situazione per la quale uno o più eredi istituiti per testamento non possano o non vogliano accettare l'eredità, salvo che il testatore non abbia espresso una volontà contraria (ad esempio prevedendo una sostituzione) e che non operi nè la rappresentazione, nè la trasmissione della delazione. Nel caso in cui il diritto di accrescimento non opera la quota dell'erede che non possa o non voglia accettare l'eredità si devolve agli eredi legittimi.
 
L'art. 675 cc regola il diritto di accrescimento tra collegatari stabilendo che, ove uno di essi non possa o non voglia accettare il legato, la relativa quota s'accresca in favore degli altri. Con riferimento ai collegatari non è necessario che tutte le disposizioni risultino dal medesimo testamento essendo sufficiente che le stesse abbiano il medesimo oggetto. Con riferimento al cousufrutto, l'art. 678 cc stabilisce che l'accrescimento si verifica anche quando uno dei cousufruttuari viene a mancare dopo averlo acquistato.
 
Nelle successioni legittime, ai sensi dell'art. 522 cc, se il chiamato non può o non vuole accettare la sua quota s'accresce in favore di coloro che avrebbero con lui concorso, salva la rappresentazione (come già detto si dubita che questa sia una vera e propria forma di accrescimento stante la sua operatività anche con riferimento a quote diseguali).




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