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figli legittimi e naturali dopo la legge 219 del 2012

La situazione giuridica dei figli legittimi e naturali dopo l'entrata in vigore della Legge n 219 del 2012,

articolo a cura di

Stefano Marazziti

avvocato in Roma

Il nostro sistema giuridico prevede due diversi rapporti di filiazione: la filiazione naturale (o illegittima) e la filiazione legittima.

Per figlio naturale si intende il figlio procreato da genitori non uniti tra loro da vincolo matrimoniale (così come indicato dall'articolo 30 della CostituzioneE` dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti. La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima. La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità”). Tale definizione si contrappone alla filiazione legittima che attribuisce un particolare status, quello di figlio legittimo, al soggetto che nasce in costanza di matrimonio.

Il diritto di famiglia codificato nel 1942 concepisce una famiglia fondata sulla discriminazione dei figli naturali che ricevono un trattamento giuridico deteriore rispetto ai figli legittimi.

A seguito della riforma del diritto di famiglia del 19 maggio 1975, Legge n. 151, viene riconosciuta ai figli naturali la stessa tutela prevista per i figli legittimi e la distinzione tra questi è venuta meno, salvo per quanto riguarda la costituzione legale del rapporto di filiazione. In tal caso, infatti, un pieno rapporto giuridico di filiazione non si costituisce automaticamente, ma solo per effetto di un atto volontario del genitore (riconoscimento di figlio naturale) o di accertamento a opera del giudice (dichiarazione giudiziale di paternità e di maternità). Ciò non significa che il solo fatto della procreazione non abbia rilevanza giacché essa è comunque fonte di responsabilità dei genitori (per quanto attiene il mantenimento per esempio).

Tuttavia, solo recentemente è stato approvato il disegno di legge che, eliminando ogni residua forma di discriminazione, riconosce gli stessi diritti a figli naturali e legittimi. La legge 219/12,  composta da 6 articoli, riscrive diverse norme contenute nel Codice Civile, eliminando, in primo luogo, la distinzione tra figli legittimi e naturali, che verrà sostituita da un’unica nuova dicitura: “figli”. Tutti i figli, pertanto, avranno lo stesso status giuridico, indipendentemente dalla circostanza che siano nati o meno in costanza di matrimonio.

 

La norma chiarisce che la parentela è “il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite, sia nel caso in cui la filiazione è avvenuta all’interno del matrimonio, sia nel caso in cui è avvenuta al di fuori di esso, sia nel caso in cui il figlio è adottivo, in modo tale da estendere integralmente il legame di parentela anche alle famiglie dei genitori (salvo i casi di adozione di persone di maggiore età). Il vincolo di parentela, inoltre, si estende anche alla successione ereditaria, rispetto alla quale i figli naturali hanno pieni diritti.

 

Per quanto riguarda il riconoscimento, che può avvenire sia congiuntamente che separatamente, si riduce da 16 a 14 anni l'età a partire dalla quale è necessario l’assenso del figlio naturale, e al di sotto della quale è necessario il consenso dell'altro genitore che lo abbia già riconosciuto. Il figlio naturale potrà essere riconosciuto anche da genitori già uniti in matrimonio con altra persona al momento del concepimento. In caso di riconoscimento postumo da parte del padre, il cognome della madre non sarà mai cancellato, ma il figlio potrà affiancargli quello paterno.

 

Inoltre, la nuova disciplina prevede che il figlio ha diritto ad essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle proprie capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni; ha diritto, inoltre, a crescere in famiglia e a mantenere rapporti significativi con i parenti, e, compiuti i 12 anni di età, ad essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano. E, da parte sua, il figlio ha il dovere di rispettare i genitori e di contribuire, in relazione alle proprie capacità, alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finché convive con essa”.

 

Entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge, il Governo è delegato ad adottare uno o più decreti legislativi di modifica delle disposizioni vigenti in materia di filiazione e di dichiarazione dello stato di adottabilità, al fine di eliminare ogni tipo di discriminazione tra i figli, anche per quanto riguarda la disciplina delle successioni e delle donazioni, ai fini dell’eredità.





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