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Eredità giacente curatore eredità giacente
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La fattispecie dell'eredità giacente e la figura del curatore dell'eredità giacente sono connesse alla situazione di diritto che si verifica allorchè vi sia un chiamato alla successione che non abbia ancora accettato l'eredità e che non sia nel possesso dei beni del patrimonio ereditario.
 
Nella descritta situazione, il Tribunale del luogo ove si è aperta la successione, d'ufficio o su istanza delle persone interessate, nomina un curatore dell'eredità giacente, ai sensi dell'art. 528 c.c.
 
Il curatore dell'eredità giacente deve, in via preliminare, prestare giuramento e redigere l'inventario.
 
Dopo aver compiuto tali attività preliminari, il curatore dell'eredità giacente assolve alle funzioni cui il suo ufficio è preposto e, cioè, l'amministrazione (ordinaria e straordinaria) dei beni costituenti l'asse ereditario, la promozione delle necessarie iniziative processuali, sia in chiave d'azione sia in chiave di resistenza, per la tutela delle ragioni dell'eredità giacente, il pagamento dei debiti ereditari e dei legati (cfr. l'art. 530 c.c.).
 
Per quanto attiene ai profili processuali, il curatore dell'eredità giacente ha la legittimazione attiva e passiva processuale con riferimento alle situazioni giuridiche dell'eredità.
 
Per il compimento degli atti di straordinaria amministrazione, così come per il pagamento dei debiti e dei legati, il curatore dell'eredità giacente deve ottenere, preventivamente, l'autorizzazione del Tribunale del circondario ove si è aperta la successione. 
 
Esistono opinioni divergenti, sia in dottrina che in giurisprudenza, sull'ammissibilità di un'eredità giacente pro quota. La tesi positiva argomenta dall'illogicità dela soluzione contraria che lascerebbe, in ogni caso in cui vi sia un chiamato all'eredità di una quota anche molto ridotta dell'eredità che l'abbia accettata il possesso e l'amministrazione dei beni dell'intero asse ereditario.
 
Il curatore dell'eredità giacente cessa dalle sue funzioni:
 
a) in caso di accettazione dell'eredità;
 
b) in caso di esaurimento dell'attivo ereditario;
 
c) in caso di rinuncia di tutti i chiamati all'eredità.




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