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domanda di adozione e dichiarazione adottabilitą
Modelli di istanza per la dichiarazione di adottabilità di apertura di procedimento per la dichiarazione di adottabilità e di domanda di adozione ai sensi degli artt. 9 10 e 22 della Legge n 184 del 1983
 
Legge n 184/1983
Art. 9.

1. Chiunque ha facoltà di segnalare all'autorità pubblica situazioni di abbandono di minori di età. I pubblici ufficiali, gli incaricati di un pubblico servizio, gli esercenti un servizio di pubblica necessità debbono riferire al più presto al procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni del luogo in cui il minore si trova sulle condizioni di ogni minore in situazione di abbandono di cui vengano a conoscenza in ragione del proprio ufficio.
2. Gli istituti di assistenza pubblici o privati e le comunità di tipo familiare devono trasmettere semestralmente al procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni del luogo ove hanno sede l'elenco di tutti i minori collocati presso di loro con l'indicazione specifica, per ciascuno di essi, della località di residenza dei genitori, dei rapporti con la famiglia e delle condizioni psicofisiche del minore stesso. Il procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni, assunte le necessarie informazioni, chiede al tribunale, con ricorso, di dichiarare l'adottabilità di quelli tra i minori segnalati o collocati presso le comunità di tipo familiare o gli istituti di assistenza pubblici o privati o presso una famiglia affidataria, che risultano in situazioni di abbandono, specificandone i motivi.
3. Il procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni, che trasmette gli atti al medesimo tribunale con relazione informativa, ogni sei mesi, effettua o dispone ispezioni negli istituti di assistenza pubblici o privati ai fini di cui al comma 2. Può procedere a ispezioni straordinarie in ogni tempo.
4. Chiunque, non essendo parente entro il quarto grado, accoglie stabilmente nella propria abitazione un minore, qualora l'accoglienza si protragga per un periodo superiore a sei mesi, deve, trascorso tale periodo, darne segnalazione al procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni. L'omissione della segnalazione può comportare l'inidoneità ad ottenere affidamenti familiari o adottivi e l'incapacità all'ufficio tutelare.
5. Nello stesso termine di cui al comma 4, uguale segnalazione deve essere effettuata dal genitore che affidi stabilmente a chi non sia parente entro il quarto grado il figlio minore per un periodo non inferiore a sei mesi. L'omissione della segnalazione può comportare la decadenza dalla potestà sul figlio a norma dell'articolo 330 del codice civile e l'apertura della procedura di adottabilità (1) (2).
(1) Articolo sostituito dall'articolo 9 della legge 28 marzo 2001, n. 149.
(2) A norma dell'articolo 1 del D.L. 24 aprile 2001, n. 150, in via transitoria, fino alla emanazione di una specifica disciplina sulla difesa di ufficio nei procedimenti per la dichiarazione dello stato di adottabilità disciplinati dal presente articolo, e comunque non oltre il 30 giugno 2002, ai predetti procedimenti e ai relativi giudizi di opposizione continuano ad applicarsi le disposizioni processuali vigenti anteriormente alla data di entrata in vigore del citato D.L. 150/2001.


Art. 10.

1. Il presidente del tribunale per i minorenni o un giudice da lui delegato, ricevuto il ricorso di cui all'articolo 9, comma 2, provvede all'immediata apertura di un procedimento relativo allo stato di abbandono del minore. Dispone immediatamente, all'occorrenza, tramite i servizi sociali locali o gli organi di pubblica sicurezza, più approfonditi accertamenti sulle condizioni giuridiche e di fatto del minore, sull'ambiente in cui ha vissuto e vive ai fini di verificare se sussiste lo stato di abbandono.
2. All'atto dell'apertura del procedimento, sono avvertiti i genitori o, in mancanza, i parenti entro il quarto grado che abbiano rapporti significativi con il minore. Con lo stesso atto il presidente del tribunale per i minorenni li invita a nominare un difensore e li informa della nomina di un difensore di ufficio per il caso che essi non vi provvedano. Tali soggetti, assistiti dal difensore, possono partecipare a tutti gli accertamenti disposti dal tribunale, possono presentare istanze anche istruttorie e prendere visione ed estrarre copia degli atti contenuti nel fascicolo previa autorizzazione del giudice.
3. Il tribunale può disporre in ogni momento e fino all'affidamento preadottivo ogni opportuno provvedimento provvisorio nell'interesse del minore, ivi compresi il collocamento temporaneo presso una famiglia o una comunità di tipo familiare, la sospensione della potestà dei genitori sul minore, la sospensione dell'esercizio delle funzioni del tutore e la nomina di un tutore provvisorio.
4. In caso di urgente necessità, i provvedimenti di cui al comma 3 possono essere adottati dal presidente del tribunale per i minorenni o da un giudice da lui delegato.
5. Il tribunale, entro trenta giorni, deve confermare, modificare o revocare i provvedimenti urgenti assunti ai sensi del comma 4. Il tribunale provvede in camera di consiglio con l'intervento del pubblico ministero, sentite tutte le parti interessate ed assunta ogni necessaria informazione. Deve inoltre essere sentito il minore che ha compiuto gli anni dodici e anche il minore di età inferiore, in considerazione della sua capacità di discernimento. I provvedimenti adottati debbono essere comunicati al pubblico ministero ed ai genitori. Si applicano le norme di cui agli articoli 330 e seguenti del codice civile (1) (2).
(1) Articolo sostituito dall'articolo 10 della legge 28 marzo 2001, n. 149.
(2) A norma dell'articolo 1 del D.L. 24 aprile 2001, n. 150, in via transitoria, fino alla emanazione di una specifica disciplina sulla difesa di ufficio nei procedimenti per la dichiarazione dello stato di adottabilità disciplinati dal presente articolo, e comunque non oltre il 30 giugno 2002, ai predetti procedimenti e ai relativi giudizi di opposizione continuano ad applicarsi le disposizioni processuali vigenti anteriormente alla data di entrata in vigore del citato D.L. 150/2001.  Art.
22.

1. Coloro che intendono adottare devono presentare domanda al tribunale per i minorenni, specificando l'eventuale disponibilità ad adottare più fratelli ovvero minori che si trovino nelle condizioni indicate dall'articolo 3, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, concernente l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate. È ammissibile la presentazione di più domande anche successive a più tribunali per i minorenni, purché in ogni caso se ne dia comunicazione a tutti i tribunali precedentemente aditi. I tribunali cui la domanda è presentata possono richiedere copia degli atti di parte ed istruttori, relativi ai medesimi coniugi, agli altri tribunali; gli atti possono altresì essere comunicati d'ufficio. La domanda decade dopo tre anni dalla presentazione e può essere rinnovata.
2. In ogni momento a coloro che intendono adottare devono essere fornite, se richieste, notizie sullo stato del procedimento.
3. Il tribunale per i minorenni, accertati previamente i requisiti di cui all'articolo 6, dispone l'esecuzione delle adeguate indagini di cui al comma 4, ricorrendo ai servizi socio-assistenziali degli enti locali singoli o associati, nonché avvalendosi delle competenti professionalità delle aziende sanitarie locali ed ospedaliere, dando precedenza nella istruttoria alle domande dirette all'adozione di minori di età superiore a cinque anni o con handicap accertato ai sensi dell'articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104.
4. Le indagini, che devono essere tempestivamente avviate e concludersi entro centoventi giorni, riguardano in particolare la capacità di educare il minore, la situazione personale ed economica, la salute, l'ambiente familiare dei richiedenti, i motivi per i quali questi ultimi desiderano adottare il minore. Con provvedimento motivato, il termine entro il quale devono concludersi le indagini può essere prorogato una sola volta e per non più di centoventi giorni.
5. Il tribunale per i minorenni, in base alle indagini effettuate, sceglie tra le coppie che hanno presentato domanda quella maggiormente in grado di corrispondere alle esigenze del minore.
6. Il tribunale per i minorenni, in camera di consiglio, sentiti il pubblico ministero, gli ascendenti dei richiedenti ove esistano, il minore che abbia compiuto gli anni dodici e anche il minore di età inferiore, in considerazione della sua capacità di discernimento, omessa ogni altra formalità di procedura, dispone, senza indugio, l'affidamento preadottivo, determinandone le modalità con ordinanza. Il minore che abbia compiuto gli anni quattordici deve manifestare espresso consenso all'affidamento alla coppia prescelta.
7. Il tribunale per i minorenni deve in ogni caso informare i richiedenti sui fatti rilevanti, relativi al minore, emersi dalle indagini. Non può essere disposto l'affidamento di uno solo di più fratelli, tutti in stato di adottabilità, salvo che non sussistano gravi ragioni. L'ordinanza è comunicata al pubblico ministero, ai richiedenti ed al tutore. Il provvedimento di affidamento preadottivo è immediatamente, e comunque non oltre dieci giorni, annotato a cura del cancelliere a margine della trascrizione di cui all'articolo 18.
8. Il tribunale per i minorenni vigila sul buon andamento dell'affidamento preadottivo avvalendosi anche del giudice tutelare e dei servizi locali sociali e consultoriali. In caso di accertate difficoltà, convoca, anche separatamente, gli affidatari e il minore, alla presenza, se del caso, di uno psicologo, al fine di valutare le cause all'origine delle difficoltà. Ove necessario, dispone interventi di sostegno psicologico e sociale (1).
(1) Articolo sostituito dall'articolo 19 della legge 28 marzo 2001, n. 149.



PROCURA DELLA REPUBBLICA
presso IL TRIBUNALE PER I MINORENNI DI ....
RICORSO PER LA DICHIARAZIONE DI ADOTTABILITA'
DI MINORE IN SITUAZIONE DI ABBANDONO
AL TRIBUNALE PER I MINORENNI DI ....
Il dott. ...., Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di ....
PREMESSO
- che in data .... ha ricevuto la segnalazione da parte di .... (oppure) l'elenco semestrale dei minori collocati nell'Istituto (oppure) nella Comunità di tipo familiare di .... (oppure) presso la famiglia affidataria .... da cui risulta che il minore (oppure) i minori trovansi in situazione di abbandono;
- che intende chiedere l'adottabilità dello stesso (oppure) degli stessi per i seguenti motivi: ....
tutto ciò premesso
CHIEDE
che l'Ill.mo Tribunale voglia ai sensi dell'art. 9 comma 2 legge 4 maggio 1983, n. 184, dichiarare l'adottabilità del predetto minore (oppure) dei predetti minori.
Allega: ....
...., lì ....
IL SOSTITUTO PROCURATORE
DELLA REPUBBLICA
....


APERTURA DI PROCEDIMENTO DI ADOTTABILITA'
TRIBUNALE PER I MINORENNI DI ....
IL PRESIDENTE
Esaminata la situazione di .... nato a .... il ....
Ritenuto necessario procedere all'istruttoria al fine di verificare se sussista lo stato di abbandono.
Visti gli artt. 8, 9, 10, Legge 184/83
DISPONE
l'apertura di procedimento per l'eventuale adottabilità.
Delega per l'esame, ai fini dell'eventuale emissione di provvedimenti urgenti, il Dott. ....
...., lì ....
IL PRESIDENTE
....


 DOMANDA DI ADOZIONE
Al Sig. PRESIDENTE
DEL TRIBUNALE PER I MINORENNI
di ....
I sottoscritti coniugi:
1) ...., codice fiscale n. ....,
2) ...., codice fiscale n. ....,
residenti in ...., via ...., n. ...., telefono n. ...., coniugati dal .... dichiarano la propria disponibilità ad avere in adozione, ai sensi della Legge 4 maggio 1983 n. 184, un minore.
Dichiarano altresì di essere disposti (oppure) non disposti ad adottare più fratelli (oppure) minori portatori di handicap.
(Comunicano, infine, di aver presentato altra domanda di adozione al Tribunale per i Minorenni di .... e di ....)
Allegano in carta libera:
1) Certificato di nascita dei richiedenti.
2) Certificati economici (Mod. 730, Unico, CUD (oppure) busta paga).
3) Stato di famiglia.
4) Certificato di morte dei genitori dei richiedenti, se deceduti.
5) Dichiarazione sostitutiva di atto notorio resa davanti al Segretario Comunale dei genitori viventi degli adottanti di assenso all'adozione richiesta dai loro figli.
6) Certificati medici rilasciati dal medico curante.
7) Certificati economici.
8) Certificato generale del Casellario Giudiziale dei richiedenti.
9) Atto notorio oppure dichiarazione sostitutiva con l'attestazione che fra i coniugi adottanti non sussiste separazione personale neppure di fatto.
...., lì ....
firma ....
DEPOSITATO IN CANCELLERIA
OGGI ....
IL CANCELLIERE
....




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