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cittadini extracomunitari irregolari - autorizzazione alla permanenza per esigenze del minore
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mondo giudiziario n 29 del 2010

Le Sezioni Unite, componendo un precedente contrastro, chiariscono che i cittadini extracomunitari irregolari possono essere autorizzati alla permanenza in Italia per esigenze anche non eccezionali del minore

Con la sentenza n 21799 del 6 luglio del 2010, le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione hanno chiarito la portata della  norma di cui al 3° comma dell'art. 31 del D.Lgs. n. 286 del 1998 a mente della quale il cittadino extracomunitario irregolarmente soggiornante nel territorio può essere autorizzato alla permanenza in Italia laddove ciò sia necessario per gravi motivi connessi allo sviluppo psico fisico del minore.
Al riguardo, secondo l'indirizzo assolutamente maggioritario e restrittivo della giurisprudenza di legittimità i gravi motivi legittimanti l'autorizzazione alla permanenza di cittadini extracomunitari irregolari dovevano necessariamente legarsi a fatti contingenti ed eccezionali.
Secondo un orientamento più recente, invece, anche le esigenze ordinarie di conservare l'unità del nucleo familiare per il minore e di conservare un rapporto con il genitore legittimerebbero l'autorizzazione in deroga di cui al richiamato terzo comma.
Ad avviso delle Sezioni Unite i due indirizzi succintamente richiamati non appaiono condivisibili, nei loro approdi, in quanto l'autorizzazione all'ingresso o alla permanenza di cittadini extracomunitari irregolari a mente dell'art. 31, 3° comma non deve essere legata ad esigenze del fanciullo necessariamente transitorie ed eccezionali per il motivo che tale ulteriore requisito non esiste nella norma che, invece, pone al centro della sua attenzione le esigenze connesse allo sviluppo psico fisico del minore.
Per converso neppure condivisibile appare l'orientamento estensivo della più recente giurisprudenza di legittimità,  in quanto, se condotto alle sue estreme conseguenze, finirebbe per legittimare sempre la permanenza di extracomunitari irregolarmente soggiornanti ove genitori di figli minori esclusi da provvedimenti espulsivi in via generalizzata dall'art. 19 del D.Lgs. n. 286 del 1998.
In tale prospettiva, la norma di cui al terzo comma, deve, ad avviso delle Sezioni Unite coniugarsi con le ulteriori norme del decreto ed i n particolare  con la già richiamata norma di cui all'art. 19 e con quelle relative al ricongiungimento familiare.
L'autorizzazione alla permanenza di cittadino extracomunitario irregolare potrà dunque essere concessa anche per esigenze non eccezionali del minore connesse al suo sviluppo psico fisico ma tali esigenze dovranno essere necessariamente allegate e scrutinate dal giudice del merito non potendosi desumere in via automatica e a guisa di presunzione dalla minore età del figlio.

Cass Civ Sez Un n 21799 del 6 luglio 2010
 




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