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La capacitą giuridica e la capacitą  di agire
La capacità giuridica può definirsi come l'attitudine, da parte di un soggetto, ad essere titolare di posizioni giuridiche attive e/o passive e viene usualmente posta in relazione con la capacità d'agire che consiste, invece, nella capacità di disporre dei propri diritti.
    La capacità giuridica e la capacità d'agire, poi, costituiscono la c.d. capacità legale che si contrappone alla capacità naturale che si riferisce, invece, alla capacità di intendere e volere e, cioè, il pieno possesso delle facoltà intellettive e volitive.
    L'incapacità legale e l'incapacità naturale producono effetti diversi (l'incapacità legale è sempre causa d'annullamento del contratto mentre l'incapacità naturale presuppone la malafede dell'altro contraente, salvo per ciò che concerne le donazioni, il testamento e il matrimonio, laddove è sufficiente la prova dell'incapacità naturale al momento del compimento dell'atto)
    La capacità giuridica, salvo specifiche posizioni riconosciute anche ai nascituri, si acquista al momento della nascita da individuarsi nel distacco del feto dal grembo materno.
    L'acquisto della capacità giuridica prescinde dalla possibilità di sopravvivenza in quanto ne è condizione necessaria e sufficiente la nascita e la vitalità anche se solo per pochi istanti.
    La capacità giuridica si perde con la morte che, ai sensi dell'art. 1 della L. n. 578 del 1993, si verifica al momento della cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo.
    La dichiarazione di morte è fatta non oltre le ventiquattro ore dal decesso dall'Ufficiale dello Stato Civile del luogo ove questa è avvenuta ed il relativo atto di morte deve contenere il giorno e l'ora della morte, le generalità del defunto e, se coniugato, vedovo o divorziato, il nome ed il cognome del coniuge e le generalità del dichiarante.
    Come chiarito una limitata capacità giuridica viene riconosciuta anche al nascituro e, segnatamente, al nascituro concepito viene riconosciuta la capacità di succedere a causa di morte e di ricevere donazioni (cfr. art. 784 1° comma c.c.), al nascituro non ancora concepito viene, invece, riconosciuta la capacità giuridica di ricevere per testamento, purchè sia figlio di persona vivente al momento della morte del dante causa.
    La capacità d'agire si acquista al momento del compimento della maggiore età e si perde, per legge (ad es. in caso di condanna irrevocabile alla pena dell'ergastolo o, per delitto non colposo, alla pena della reclusione non inferiore a cinque anni) o per effetto di determinate situazioni (incapacità a tutelare i propri interessi a causa di un'abituale infermità di mente) che abbiano condotto a un provvedimento giudiziale di interdizione.
    La capacità d'agire può anche essere solo ridotta in caso di provvedimento giudiziale d'inabilitazione allorchè il giudice ravveda una situazione d'infermità che non sia così grave da dare luogo all'inabilitazione. Identica capacità d'agire dell'inabilitato possiede l'emancipato per effetto, però, non di un provvedimento giudiziale limitativo ma di un'anticipazione legale di alcune delle facoltà della generale capacità d'agire.
    Un aspetto della capacità d'agire è la capacità processuale che si definisce come la capacità di agire ed essere convenuti in giudizio.




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