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art. 76 c.c.
Articolo 76 del Codice Civile: computo dei gradi con la giurisprudenza di legittimità e di merito

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art. 76 c.c. computo dei gradi

Nella linea retta si computano altrettanti gradi quante sono le generazioni, escluso lo stipite.

Nella linea collaterale i gradi si computano dalle generazioni, salendo da uno dei parenti fino allo stipite comune e da questo discendendo all'altro parente, sempre restando escluso lo stipite.

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE , SENTENZA 16 marzo 2012 n. 4253

Il fatto illecito, costituito dalla uccisione del congiunto, dà luogo a danno non patrimoniale, consistente nella perdita del rapporto parentale, quando colpisce soggetti legati da un vincolo parentale stretto, la cui estinzione lede il diritto all'intangibilità della sfera degli affetti reciproci e della scambievole solidarietà che connota la vita familiare nucleare. Mentre, affinché possa ritenersi leso il rapporto parentale di soggetti al di fuori di tale nucleo (nonni, nipoti, genero, nuora) è necessaria la convivenza, quale connotato minimo attraverso cui si esteriorizza l'intimità dei rapporti parentali, anche allargati, caratterizzati da reciproci vincoli affettivi, di pratica della solidarietà, di sostegno economico. Solo in tal modo il rapporto tra danneggiato primario e secondario assume rilevanza giuridica ai fini della lesione del rapporto parentale, venendo in rilievo la comunità familiare come luogo in cui, attraverso la quotidianità della vita, si esplica la personalità di ciascuno (art. 2 Cost.).

Corte di Cassazione- sezione lavoro sentenza 5 gennaio 2005 n. 175

È il datore di lavoro, e non l'ente previdenziale, il soggetto destinatario dell'obbligo della concessione di tre giorni di permesso mensile retribuito a favore del lavoratore che assiste una persona con handicap grave, parente o affine entro il terzo grado e convivente, così come espressamente previsto dell'art. 33 della legge n. 104 del 1992.

Tribunale di Marsala, Sezione distaccata di Mazara del Vallo, sentenza, Giudice unico dott. Pier Luigi Tomaiuoli - 15.05.2004.

Nella liquidazione equitativa del danno tanatologico trasmesso iure hereditatis ai congiunti vanno adottate tabelle ad hoc, che tengano conto nella determinazione del danno risarcibile dell'aspetto statico (età del danneggiato) e di quello dinamico del danno (tempo di permanenza in vita).

Il danno morale da morte subito dai prossimi congiunti va liquidato, a seconda del grado di parentela, in una misura percentuale (da un terzo a due terzi) del danno che sarebbe stato riconosciuto alla vittima, se fosse sopravvissuta con un'invalidità al 100%.




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