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art 75 cc

articolo 75 del codice civile, le linee di parentela con la giurisprudenza di legittimità

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ART 75 CC
Linee della perentela


Sono parenti in linea retta le persone di cui l'una discende dall'altra; in linea collaterale quelle che, pur avendo uno stipite comune, non discendono l'una dall'altra.

Cassazione civile sez. lav. 03 dicembre 2001 n. 15270

Non può essere attribuita la rappresentanza processuale quando non risulti attribuita al medesimo soggetto altresì la rappresentanza sostanziale in ordine ai rapporti dedotti in giudizio, tuttavia il conferimento della rappresentanza sostanziale non deve necessariamente essere contenuto nel medesimo atto attributivo dei poteri di rappresentanza processuale, nè tale conferimento deve risultare dal suddetto atto in maniera sempre espressa e attraverso l'uso di formule prestabilite, nè, infine, i rapporti per i quali è attribuita la rappresentanza sostanziale devono essere necessariamente individuati in maniera specifica ed analitica; ne consegue che, a fronte di una procura attributiva di poteri rappresentativi processuali che non contenga altresì l'espressa attribuzione di correlativi poteri sostanziali, occorre sempre valutare, avendo riguardo al tenore complessivo dell'atto, se tali poteri non possano ritenersi presupposti o implicitamente attribuiti ed, eventualmente, se l'individuazione dei corrispondenti rapporti non possa ricavarsi in via indiretta o "per relationem". (Nella specie, la Corte ha cassato la sentenza d'appello dichiarativa dell'inammissibilità dell'impugnazione per difetto di legittimazione processuale del rappresentante della Rai, ritenendo che dalla procura attributiva di poteri di rappresentanza processuale potesse desumersi la precedente attribuzione di poteri di rappresentanza sostanziale in ordine ai rapporti dedotti in giudizio, atteso che nell'epigrafe dell'atto il rappresentante veniva individuato come direttore della direzione risorse umane e organizzative della Rai, e perciò come dirigente preposto allo specifico settore relativo alla gestione del personale).

Cassazione civile sez. un. 20 aprile 1998 n. 4017

I consolati in Italia di uno Stato estero sono organi dello Stato di appartenenza, la cui posizione, nell'ambito di questo, è disciplinata in base all'ordinamento interno dello Stato medesimo, sicché - con riferimento all'ordinamento giuridico canadese - deve ritenersi che la legittimazione del Consolato generale a stare in giudizio nelle controversie rientranti fra le materie di sua competenza non esclude che lo stesso Stato, attraverso i suoi organi istituzionali (quale il Ministro di grazia e giustizia) possa assumersi il compito di difendere direttamente i suoi interessi. (Nella specie è stato ritenuto ammissibile il ricorso per cassazione proposto dallo Stato del Canada avverso una decisione di merito pronunciata nei confronti del Consolato generale).





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